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17 marzo 2021 Trasferta sanitaria e pandemia: di cosa hanno bisogno i pazienti oggi?

I malati in trasferta sanitaria che alloggiano presso le strutture della nostra rete solidale da molti mesi stanno affrontando una situazione ancora più drammatica, ecco alcune delle loro storie.

La pandemia ha avuto un forte impatto sulla vita di tutti. Il virus fa paura, viaggiare fa paura… per i pazienti in trasferta sanitaria la situazione è molto più difficile perché non possono evitare di spostarsi dalle loro case, devono continuare a ricevere le cure più adatte.

Ce lo racconta Paola Cito, responsabile del nostro InfoPoint.

Paola, sei un’osservatrice “privilegiata” perchè ogni giorno ti occupi di evadere richieste di aiuto e di assistenza. Come vedi la situazione oggi?

“I malati sono più spaventati di quanto non siano mai stati: i cambiamenti dovuti all’emergenza sanitaria non sono stati solo organizzativi ma anche e soprattutto psicologici.

L’impatto più grande che noi di A Casa Lontani Da Casa abbiamo potuto vedere è la necessità di spostarsi in solitudine. Prima del lockdown i pazienti erano sempre accompagnati, passavano dal nostro Infopoint con diversi accompagnatori, amici o familiari a loro fianco per sostenerli. Adesso sono i malati in prima persona a non voler essere accompagnati per non esporre i loro cari al rischio di infezione da Coronavirus.”

Cosa ha fatto l’associazione per rispondere quindi?

“Abbiamo dovuto trovare nuove soluzioni per nuove esigenze. E noi siamo più che felici di renderci utili.

Come sempre, la collaborazione tra enti e persone è alla base di tutto. Lo sa bene il signor Franco, che abita in Sardegna. Questo inverno, purtroppo, sua mamma è stata ricoverata a Milano per un lungo periodo. Quando si è ripresa aveva bisogno di fare piccoli acquisti ma il signor Franco non sapeva come fare. Dopo averci contattati ci siamo organizzati con la direttrice di un supermercato e la caporeparto dell’ospedale che aveva in cura la signora: la spesa è stata recapitata presso la portineria dell’istituto e poi portata alla paziente. “

Un bell’esempio di collaborazione. Vi succede spesso?

"Sì. E non ci limitiamo a risolvere i problemi quotidiani. Quando un paziente o un familiare ci contatta per un motivo particolare finiamo per diventare il suo punto di riferimento per qualsiasi tipologia di bisogno.

Ci è capitato che gli accompagnatori dei pazienti si presentassero all’infopoint o ci chiamassero per avere conforto, rassicurazioni, per sentire una voce amica in attesa che i loro cari finissero le cure. Fare volontariato sanitario significa anche questo.

L’aiuto a volte arriva anche da situazioni inaspettate: durante la pandemia una delle nostre case di accoglienza non ha più potuto ospitare Claudia ma, dopo alcune telefonate, abbiamo individuato una signora, privata cittadina, che ha messo a disposizione un alloggio sicuro.

Sono sempre colpita dalla generosità delle persone, fa tornare la fiducia nel futuro. In questo momento fa molto più “notizia” la frustrazione, la rabbia della gente ma ci  sono tante  storie come questa, ci sono davvero tante persone che fanno o vogliono fare del bene.”

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