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18 maggio 2021 Dalla tragedia alla solidarietà: ACLDC collabora con Associazione Amici di Andrea.

Non è raro che associazioni benefiche nascano dal dolore. L’idea di far vivere il ricordo delle persone care tramite opere di bene può essere un balsamo capace di lenire, almeno un poco, il dolore del lutto.

La storia dell’Associazione Amici Di Andrea nasce così, da due genitori lungimiranti, Armando e Rosalia Spataro, e un gruppo di amici che si sono uniti per mantenere vivo il ricordo di Andrea, mancato troppo presto per una lunga malattia.

Tutto è nato dalla volontà di testimoniare che “nessuno muore nel cuore di chi resta”. Andrea era un giovane molto amato e aveva un bellissimo rapporto con gli amici, racconta il padre, Armando Spataro.

“Dopo la tragedia i suoi amici ci sono stati molto vicini. L’idea era di creare qualcosa per ricordarlo negli anni. Insieme abbiamo lottato molto contro la malattia, Andrea aveva un tumore poco conosciuto e mancava una terapia adeguata e sperimentata. Per questo abbiamo creato un’associazione che servisse a finanziare la ricerca contro i tumori rari.”

Non vi siete limitati a supportare la ricerca scientifica, la vostra sfera di intervento si è ampliata…

“Abbiamo pensato di aiutare anche in altri ambiti: abbiamo finanziato una borsa di studio a favore di una ricercatrice e una ricerca per studiare il Coronavirus nella sua fase iniziale, abbiamo sostenuto economicamente la famiglia di un infermiere tunisino vittima di Covid-19, che ha lasciato una moglie e quattro bambini piccoli. Abbiamo elargito contributi a sostegno di iniziative storico-culturali, per esempio, il restauro della cappella della Madonna di Caravaggio, dove Andrea si recava.

Più recentemente abbiamo devoluto fondi per far rientrare in Italia dei giovani ricercatori, sostenuto un’associazione che aiuta i bisognosi in Africa e avviato la collaborazione con voi di A Casa Lontani Da Casa”

Come avete conosciuto ACLDC e come mai avete scelto proprio noi?

“È stato merito di Rosalia, ha letto una notizia che vi riguardava sul giornale. Dopo aver consultato il nostro Direttivo abbiamo avviato il contatto diretto con voi. Sono stati tutti favorevoli alla collaborazione, è stato subito evidente che ACLDC rientra negli ambiti di aiuto della nostra associazione”

Avete visto una comunione di intenti, quindi

“Assolutamente. Sostenere chi soffre a causa di malattie gravi è uno dei nostri temi più cari, ed è del tutto in linea con i nostri scopi”

Fa sempre piacere incontrare chi condivide la nostra visione di aiuto e collaborazione. Pensate che nonostante la pandemia e le limitazioni abbia ancora un valore il nostro servizio di accoglienza?

“La pandemia ha provocato ogni tipo di problema, ma non ha fermato le attività di assistenza: condividiamo in toto l’obiettivo della vostra associazione. Purtroppo si rischia di dimenticare che non esistono solo i malati di Covid-19 ma continuano a esserci tante altre gravi malattie, alcune ancora più frequenti di prima a causa della diminuzione delle visite di prevenzione.

Dover viaggiare per ricevere le cure di cui si ha bisogno deve essere davvero complicato di questi tempi, siamo contenti di poter contribuire in questa direzione”

Il vostro contributo aiuterà moltissime persone. È incredibile il lavoro che fate, in poco tempo siete riusciti a diventare una realtà benefica davvero importante

“Si, fin da subito ci siamo chiesti ‘perché limitarci?’ Già dopo pochi mesi dalla nascita dell’associazione abbiamo allargato l’ambito di attività. Al momento contiamo circa 50 fondatori e 210 soci ordinari. I membri del Direttivo sono tutti giovani che lavorano in vari settori, soci volontari. Nessuno di noi era un esperto del Terzo Settore.

Rosalia è la nostra Presidentessa, è molto attiva e presente, gestisce il Direttivo. È stata lei, con alcuni cari amici di nostro figlio, a proporre l’idea di creare l’associazione, che sta facendo crescere con determinazione”

Non è facile diventare grandi nel non profit

“Ci auguriamo di ottenere sempre più adesioni, vogliamo dare ancora più sostegno a chi ha bisogno. È un successo dovuto all’affetto per mio figlio, un affetto di cui abbiamo testimonianza ogni giorno grazie alle azioni e alle parole dei nostri Soci, come quelle del suo omonimo, Andrea, uno dei migliori amici di mio figlio:

Crescendo non avrei mai pensato possibile di vivere una fase della mia vita senza di lui […]. Andrea è stato con me in tutte le cose più importanti. È stato testimone di nozze quando mi sono sposato. Ed è stato il primo degli amici a cui ho detto che ci sarebbe stata Emma. Anche se poi, quando è nata, Zio Spati l’ha potuta vedere solo in foto e tramite i pochi messaggi di auguri. Quando sono tornato con Emma in Italia da Boston per la prima volta, anche se era per lui, lui non c’era già più. Ma questa è un’altra storia. Adesso che ripenso ad Andrea ed all’irripetibilità di quei momenti felici insieme non posso fare altro che pensare a quanta fortuna ho avuto a vivere un rapporto così speciale e unico, che penso chiunque potrebbe dire di aver condiviso con una o due persone al massimo nel corso della vita. Allo stesso tempo, guardando l’affetto della gente che lo conosceva, adesso che non c’è più, mi accorgo che lui è stato capace di essere speciale ed unico per tante altre persone come me.”

Dal grande affetto per Andrea e dalla volontà di aiutare chi ha bisogno, l’Associazione Amici di Andrea è riuscita a creare davvero qualcosa di grande: il loro supporto per A Casa Lontani Da Casa è un contributo prezioso per alleggerire le preoccupazioni e la vita di tanti ospiti della nostra Rete Solidale.

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