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18 giugno 2021 Giulia e Antonio: quando dal dolore nasce solidarietà

Ci sono molti pazienti in difficili condizioni di salute che sono costretti a trasferirsi lontano dalle loro case per lunghi periodi. Per questi pazienti il peso economico della trasferta sanitaria è ancora più oneroso vista la lunga permanenza.

Sono pazienti come il signor Antonio, che è in attesa di un trapianto di polmone dopo la diagnosi di fibrosi polmonare. Antonio è costretto a stare lontano dal suo amato Molise per quasi un anno.

“Inizialmente è stato il panico quando abbiamo saputo che papà avrebbe dovuto trasferirsi per quasi un anno, non solo per lo spostamento ma anche per la lontananza che ne sarebbe conseguita. Siamo stati fortunati a ricevere così tanto supporto, ci sentiamo di avere le spalle coperte e una sicurezza in più” – Ilenia, figlia di Antonio

La storia di Antonio inizia così: 58 anni, lavora come carpentiere, si separa dalla moglie dalla quale ha avuto una figlia, si sposta per qualche anno in Toscana, poi torna in Molise. Ha una vocazione per gli altri, a cui si dedica attraverso il volontariato: soccorritore sulle ambulanze, volontario durante la ricostruzione dell’Aquila dopo il terremoto del 2009.

Poi qualcosa inizia a non funzionare. Si sente affaticato, respira male, qualche accertamento e la diagnosi: fibrosi polmonare. L’unica possibilità di salvezza è un trapianto polmonare: i medici che lo hanno in cura gli consigliano di rivolgersi a un centro specializzato. Antonio decide di recarsi a Milano presso l’Ospedale Policlinico dove si eseguono questi interventi. Per poter essere messo in lista però Antonio deve trasferirsi a Milano per almeno un anno.

A Casa Lontani Da Casa lo sta aiutando Antonio ad affrontare i costi di una permanenza così lunga anche grazie a Giulia.

Giulia ha perso il papà dopo una lunga malattia che lo ha tenuto lontano da casa. Quando ha conosciuto ACLDC ha deciso, insieme a tutta la sua famiglia, di fare una donazione all’Associazione perché altri papà non si trovassero nella stessa condizione del suo.

La bellezza di questo gesto ha toccato il cuore di tutti e ha spinto l’associazione a impegnarsi ancora di più, in particolare nei confronti dei pazienti a lunga permanenza, e attivare una raccolta fondi dedicata: Aiutiamo chi viaggia per curarsi.

“La sofferenza spesso porta al desiderio di aiutare gli altri a superare le difficoltà che hanno segnato anche la propria vita, sia per solidarietà che per lasciare traccia di un affetto importante. Il gesto di Giulia ha commosso tutti, dovevamo fare qualcosa anche noi” – Paola Cito, responsabile dell’Infopoint ACLDC

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